|

Dal 25 al 27 febbraio siamo stati a Firenze per assistere al convegno su Giacomo Leopardi intitolato “Desideri infiniti, visioni altere, pensieri immensi”, accompagnati dalla prof.ssa Vitale, che ci ha spinti e incoraggiati nella produzione di un elaborato originale. Uno dei due gruppi della nostra classe, la quinta I, si è classificato tra i primi trenta… una bella soddisfazione visto che i partecipanti erano validi, numerosi e provenivano da tutta Italia. Riuniti tutti, migliaia di ragazzi, con tanti accenti diversi, nel formidabile auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze, abbiamo potuto ascoltare le relazioni di grandi professori universitari come Elena Landoni dell’Università Cattolica di Milano, Sergio Cristaldi dell’Università di Catania e il poeta Davide Rondoni. A metà giornata ci recavamo nel laboratorio assegnatoci dal primo giorno: noi eravamo nella sala Onice, ed è li che Roberta Nicosia ha letto la presentazione della tesina selezionata, “Un’ ipotesi di lettura del pessimismo leopardiano come cosmico ab origine, passando per la lettura analitica dell’ULTIMO CANTO DI SAFFO”. Il dibattito era presieduto da Annalisa Teggi, una ricercatrice piena di volontà nel portare avanti questo progetto. Presa alla sprovvista, Roberta è stata chiamata ad esporre la tesina a nome di tutto il gruppo: un’emozione fortissima, accentuata dal fatto che è stata la prima ad essere chiamata per la presentazione.“Il cuore mi batteva forte, la voce mi tremava e il viso arrossiva, ma la voglia di portare il mio gruppo alla vittoria era più forte della mia timidezza. Era la prima volta che leggevo di fronte ad un pubblico che aveva orecchie ed occhi solo per me”. Corredava questo lavoro un disegno su Saffo, molto suggestivo perché basato sulla tecnica del chiaroscuro, curato da Debora Di Pietro, che il primo giorno tutti orgogliosi abbiamo appeso nel padiglione della sezione arte; abbiamo poi più volte sbirciato e possiamo assicurare che è stato ammirato da molti.L’altra tesina era un percorso riguardante il pessimismo in Schopenhauer e in Leopardi; sia nello studio parallelo della Natura che della Volontà di vivere, sia nei “gradini” per la redenzione proposti dal filosofo tedesco (momento estetico, etico e dell’ascesi) abbiamo ravvisato elementi comuni con la sensibilità leopardiana, evidenziandoli direttamente nei testi. E’ stata un’esperienza costruttiva per tutti, abbiamo ascoltato diversi pareri riguardanti Leopardi che condividevamo o non, ci siamo divertiti ed istruiti. Insomma, un’esperienza che consigliamo di vivere, anche perché non da ultimo da dire è che la cornice in cui si è svolto il progetto uno scenario tra i più belli al mondo: la città di Firenze!
Gli studenti: Roberta Nicosia, Benedetta di Caro, Emanuela di Noto, Deborah di Pietro, Ilenia Romano, Debora Orlando, Marco Mendola, Paolo Tuccio Il DS dott. Carmelo Guastella, la Prof.ssa Simonetta Vitale
|